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Menopausa

Osteoporosi

Se le vampate rappresentano il nemico visibile della menopausa, quello più considerato, sicuramente l’osteoporosi è il nemico invisibile, e poco considerato. Perché occuparci delle ossa se nessuno le vede? Noi stesse non prestiamo attenzione alla nostra struttura portante, non solo, siamo quasi convinte che le nostre ossa siano inerti, perché rigide. Non è così: esse sono costituite da tessuto vivo che si nutre, cresce e si rinnova costantemente, come qualsiasi altra cellula del nostro corpo. Chimicamente contengono calcio, ma anche fosforo, fluoro, magnesio. Questi minerali sono inglobati in una matrice proteica costituita principalmente da collagene. Possiamo immaginare l'osso come una struttura in cemento armato: la parte minerale svolge la funzione del ferro, la parte proteica quella del cemento. L’una è indispensabile all’altra.
Per essere certo di poterci sostenere adeguatamente, l’osso si rinnova costantemente. Cellule chiamate osteoclasti demoliscono il vecchio tessuto, ormai inutile, mentre gli osteoblasti ne formano di nuovo.
Nei bambini e negli adolescenti c’è una maggiore formazione di osso rispetto a quanto se ne riassorbe. È chiaro: devono crescere! Ciò prosegue fino ai 20-25 anni, dopodiché il riassorbimento dell’osso comincia a prevalere sulla sua formazione. Le alte cariche ormonali di estrogeni e di progesterone che ci accompagnano durante la vita riproduttiva proteggono il nostro tessuto osseo, favorendovi la deposizione di calcio e mantenendo vitale il collagene. Ciò è senza dubbio rassicurante, soprattutto se la nostra menopausa arriva dopo i 50 anni, ma non ci deve far sottovalutare il fatto che le nostre ossa hanno iniziato già da tempo a diventare via via meno robuste. Ci è capitato spesso di parlare di osteoporosi con donne di circa 40 anni. La reazione è stata di stupore, sorpresa, come se questa possibilità fosse lontana da loro anni luce. È invece proprio a quest’età che è bene imparare come proteggere le nostre ossa. Tuteliamole oggi, per ritrovarcele ancora forti domani. Da queste premesse avrai capito che la menopausa in sé non scatena l’osteoporosi. È in grado però di aggravarla poiché si riduce sensibilmente la protezione che gli ormoni femminili esercitano sul tessuto osseo.
Ci sono donne, inoltre, che rischiano più di altre di arrivare agli anni della menopausa con le ossa già molto compromesse; esiste una sorta di predisposizione famigliare, quindi attenzione a mamme, nonne, zie. La magrezza eccessiva è un altro fattore di rischio. Dare “peso” alle ossa (nei limiti del giusto peso) significa mantenere una buona calcificazione. Senza contare che, negli anni della menopausa, come già detto, un po’ di grasso è utile per produrre estrogeni e ciò previene l’osteoporosi. Le donne che vanno in menopausa precocemente, sia naturalmente che in seguito ad un intervento chirurgico o a chemioterapia, sono più esposte, come pure quelle che soffrono di patologie croniche (colite ulcerosa, morbo di Crohn, malattie che necessitano di assunzione di cortisone, insufficienza renale, ecc.).
Osteoporosi…ossa porose…ossa piene di forellini…ossa che perdono la loro densità. Questo, l’abbiamo detto, non succede in un attimo, ma la maggior parte delle donne si occupa delle proprie ossa quando è tardi, ossia quando l’osteoporosi è già in uno stadio avanzato. L’invito è di non attendere la comparsa dei sintomi, l’irrigidimento, le microlesioni, le fratture, per prendere coscienza dell’apparato scheletrico. Pensiamoci prima, pensiamoci ora……..l’appuntamento con la nostra ultima mestruazione deve trovarci con le ossa robuste.


 
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